Articolo revisionato dal Dr. Nicola Merli, Direttore Sanitario del Centro Salute Orale. Laureato in Odontoiatria presso l’Università di Bologna, con master universitari in Protesi e Implantoprotesi e Medicina Legale.

Tempo di lettura: 13 minuti

Russi forte, ti svegli stanco, il tuo partner ti dice che smetti di respirare di notte? NON è solo un fastidio.
Le apnee ostruttive del sonno aumentano il rischio di ipertensione, infarto e ictus, eppure in Italia sono sottodiagnosticate nell’82% degli uomini e nel 93% delle donne con forme moderate o gravi.
La buona notizia? Il dentista può essere il primo a riconoscerle e in molti casi può trattarle.

Pochi sanno che uno dei professionisti più utili per chi soffre di apnee del sonno non è solo il medico di base o il pneumologo: è il dentista specializzato in medicina del sonno.

Al Centro Salute Orale di Bologna riceviamo sempre più pazienti inviati da medici e specialisti per la valutazione e la realizzazione di dispositivi orali per il trattamento dell’OSAS, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Un problema che in Italia si stima colpisca oltre 1,6 milioni di persone diagnosticate, ma con una platea reale molto più ampia, dato che la maggior parte non sa ancora di averlo.

In breve

Le apnee ostruttive del sonno (OSAS) sono episodi ripetuti di blocco delle vie aeree durante il sonno: causano sonnolenza diurna, rischi cardiovascolari e peggiorano la qualità di vita. Nei casi lievi e moderati, il dentista può prescrivere e realizzare un dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD), efficace nel 57-81% dei casi, come alternativa o complemento alla CPAP.

Risposta rapida

Cosa può fare il dentista per le apnee del sonno?  Il dentista specializzato in medicina del sonno può realizzare un dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD), un apparecchio su misura che durante il sonno mantiene la mandibola in posizione avanzata, allargando le vie aeree e riducendo o eliminando le apnee. È il trattamento di prima scelta per l’OSAS lieve-moderata, con efficacia dimostrata nel 57-81% dei casi lievi e nel 52% dei casi moderati, ed è riconosciuto come trattamento di seconda linea per l’OSAS grave quando la CPAP non è tollerata. Il dentista può anche essere il primo a riconoscere i segnali di OSAS durante la visita di routine, come erosione dentale da bruxismo notturno, xerostomia, o morfologia delle vie aeree.

Cosa sono le apnee ostruttive del sonno (OSAS)

L’OSAS è una patologia caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione parziale o totale delle vie aeree superiori durante il sonno. Ogni episodio interrompe la respirazione per almeno 10 secondi, causando cali di ossigenazione nel sangue e micro-risvegli che frammentano il sonno, anche quando il paziente non se ne accorge.

La gravità si misura con l’AHI (Apnea-Hypopnea Index), il numero di episodi per ora di sonno:

  • Lieve: 5-14 episodi/ora
  • Moderata: 15-29 episodi/ora
  • Grave: ≥30 episodi/ora

In Italia si stima che l’OSAS colpisca il 4% degli uomini e il 2% delle donne nella popolazione generale adulta, con un picco tra i 40 e i 65 anni. Ma la quota di casi non diagnosticati è enorme: la sindrome moderata-grave non è riconosciuta nell’82% degli uomini e nel 93% delle donne.

Quali sono i sintomi delle apnee del sonno

I segnali più comuni includono:

  • Russamento forte e irregolare, spesso interrotto da pause di silenzio
  • Sonnolenza diurna anche dopo una notte in apparenza lunga
  • Risvegli con sensazione di soffocamento o mancanza di fiato
  • Mal di testa mattutino
  • Bocca secca al risveglio (xerostomia)
  • Difficoltà di concentrazione, irritabilità, cali di memoria
  • Il partner che riferisce apnee notturne osservate

Non tutti i pazienti russano: una percentuale di persone con OSAS ha apnee silenziose, riconoscibili solo dalla sonnolenza diurna e dai risvegli frequenti.

Perché le apnee del sonno non vanno ignorate

L’OSAS non è solo un problema di qualità del sonno. I dati epidemiologici sono chiari:

  • I pazienti con OSAS hanno 2-3 volte più probabilità di sviluppare patologie cardiache come ipertensione arteriosa
  • L’OSAS grave è un fattore di rischio indipendente per infarto del miocardio e ictus
  • Il rischio di incidenti stradali da sonnolenza è fino a 7 volte maggiore nei pazienti con OSAS non trattata
  • L’OSAS è associata a un aumentato rischio di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica

Trattare le apnee del sonno non significa solo dormire meglio: significa ridurre anche un rischio cardiovascolare reale e misurabile.

Il ruolo del dentista nelle apnee del sonno

Segni clinici osservabili dal dentista nei pazienti con apnee ostruttive del sonno.

Il dentista è spesso la sentinella diagnostica a intercettare i segnali di OSAS:

  • Erosione e usura del piano occlusale da bruxismo notturno (molto frequente nei pazienti OSAS)
  • Scalloping della lingua (lingua con bordi dentellati, segno di pressione notturna contro i denti)
  • Palato alto e stretto o macroglossia (lingua voluminosa)
  • Xerostomia (bocca secca) riferita al mattino
  • Tartaro e carie cervicali da respirazione orale cronica

Quando si osservano questi segnali, ma non solo, il dentista può fare un’anamnesi mirata, anche con questionari validati come il questionario di Epworth sulla sonnolenza diurna, e indirizzare il paziente verso il medico di riferimento per la diagnosi strumentale (polisonnografia o poligrafia domiciliare).

Il dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD): come funziona

Il dispositivo mandibolare mantiene aperte le vie aeree avanzando mandibola e lingua durante il sonno.

Il MAD è un apparecchio rimovibile, customizzato e titolabile, simile a un paradenti su misura, che si indossa solo di notte. Funziona avanzando la mandibola di alcuni millimetri rispetto alla sua posizione naturale: questo sposta in avanti anche la base della lingua e i tessuti molli del faringe, ampliando lo spazio nelle vie aeree e impedendo il collasso che causa le apnee.

Il dispositivo è:

  • Realizzato su misura sulle impronte delle arcate dentali del paziente
  • Regolabile: l’avanzamento può essere aumentato gradualmente fino a trovare il punto ottimale
  • Rimovibile: si inserisce la sera e si rimuove al mattino
  • Reversibile: non modifica in modo permanente la posizione della mascella

CPAP vs MAD: quale scegliere

CaratteristicaCPAPMAD (dispositivo mandibolare)
Efficacia OSAS lieveAltaAlta (57-81% dei casi)
Efficacia OSAS moderataAltaBuona (52% dei casi)
Efficacia OSAS gravePrima scelta assolutaSeconda scelta se CPAP non tollerata (41-51%)
Comfort notturnoMaschera + tubi + macchinarioSolo apparecchio in bocca
RumorositàLeggero rumore del motoreSilenzioso
Praticità in viaggioIngombranteCompatto, entra in tasca
AdattamentoPuò richiedere settimaneIn genere rapido
Chi lo prescrivePneumologo/somnologiaDentista specializzato

La scelta tra CPAP e MAD è sempre una decisione medica multidisciplinare, basata sulla gravità dell’OSAS, sulle caratteristiche anatomiche del paziente e sulla tollerabilità di ciascun trattamento. Nei casi lievi-moderati, il MAD è spesso preferito perché garantisce alta compliance (i pazienti lo usano davvero, ogni notte).

Confronto tra terapia con CPAP e dispositivo di avanzamento mandibolare per il trattamento delle apnee del sonno.

Cosa aspettarsi: il percorso al Centro Salute Orale di Bologna

Prima valutazione dentale

Esame del cavo orale, valutazione della dentatura, dell’occlusione e delle vie aeree. Si raccoglie l’anamnesi sul sonno e si compilano i questionari validati.

Invio allo specialista del sonno (se non già diagnosticato)

Se il paziente non ha ancora una diagnosi strumentale (polisonnografia), viene indirizzato al pneumologo o al centro del sonno. Il MAD richiede sempre una diagnosi di OSAS confermata strumentalmente.

Realizzazione del dispositivo

Una volta confermata l’indicazione al MAD, si prendono le scansioni digitali o impronte tradizionali delle arcate e si realizza il dispositivo su misura. I materiali sono biocompatibili e altamente tollerati.

Inserimento e calibrazione

Alla consegna, il dentista istruisce il paziente sull’uso e imposta l’avanzamento iniziale. Nelle settimane successive si procede a regolazioni progressive fino alla posizione ottimale.

Follow-up e controllo dell’efficacia

A 3-6 mesi dall’avvio del trattamento è raccomandata una rivalutazione con lo specialista del sonno per verificare la riduzione dell’AHI. I controlli dentali periodici monitorano la salute di denti, gengive e articolazione temporomandibolare.

Esperienza di un paziente a Bologna

Nome modificato per privacy

Stefano, 54 anni, commercialista a Bologna, si è presentato al nostro studio per una visita di routine. Durante l’anamnesi ha riferito di russare intensamente da anni, di svegliarsi spesso di notte e di sentirsi sempre stanco nonostante 7-8 ore di sonno.

L’esame clinico mostrava un’evidente usura delle superfici occlusali, tipica del bruxismo, e scalloping della lingua. Il punteggio al questionario di Epworth era 14/24 (sonnolenza diurna significativa).

Stefano è stato indirizzato a un centro del sonno dove la polisonnografia ha confermato un’OSAS moderata (AHI 22). Il pneumologo e il dentista hanno concordato per il trattamento con MAD come prima scelta.

“Dopo due settimane di adattamento ho smesso completamente di russare. Mia moglie ha dormito la prima notte di fila in anni. Alla rivalutazione a 6 mesi l’AHI era sceso a 6: siamo nella norma. Non immaginavo che la soluzione potesse venire dal dentista.”

Il dentista vede anche i segnali di parodontite collegati al sonno

Un aspetto poco noto: i pazienti con OSAS potrebbero presentare un rischio più elevato di sviluppare parodontite. La respirazione orale cronica (tipica di chi russa) riduce il flusso salivare, favorisce l’accumulo di placca batterica e crea un ambiente più favorevole all’infiammazione gengivale. Pazienti con apnee notturne che respirano dalla bocca di notte segnalano spesso gengivite mattutina e bocca secca al risveglio.

Per questo, la valutazione odontoiatrica in un paziente OSAS include sempre anche lo stato parodontale: prevenire l’infiammazione gengivale fa parte del percorso di cura globale.

FAQ – Le domande più frequenti su apnee del sonno e dentista

Il dentista può diagnosticare le apnee del sonno?

Il dentista non fa diagnosi di OSAS: quella richiede esami strumentali (polisonnografia o poligrafia) che competono al medico e al pneumologo. Il dentista può però riconoscere i segni e i sintomi specifici, fare un’anamnesi mirata e indirizzare il paziente verso la diagnosi corretta. In Italia circa l’82% degli uomini con OSAS moderata-grave non sa di averla: il dentista può essere il primo a sospettarla.

Il MAD funziona davvero?

Sì, per le forme lievi e moderate. L’efficacia varia: il 57-81% dei pazienti con OSAS lieve ottiene una normalizzazione dell’AHI; nei casi moderati la percentuale di risposta è del 52%. Anche nei casi in cui l’OSAS non si normalizza completamente, i sintomi migliorano significativamente. L’indicazione corretta del caso è fondamentale: non tutti i pazienti sono candidati al MAD.

Devo fare la polisonnografia o poligrafia prima di farmi fare il MAD?

Sì, è fortemente raccomandata. Il MAD è un trattamento medico, non solo un comfort notturno: va prescritto sulla base di una diagnosi strumentale confermata. Il dentista non può prescrivere il MAD basandosi solo sui sintomi.

Il MAD crea problemi ai denti o all’articolazione mandibolare?

Nel breve termine è possibile un po’ di dolenzia muscolare o dentale, soprattutto nelle prime settimane. Nel lungo termine, con i controlli periodici, i rischi per l’articolazione temporomandibolare (ATM) e per l’occlusione sono minimi e gestibili. Il dentista monitora periodicamente eventuali modifiche all’occlusione.

Chi non può usare il MAD?

Non sono candidati al MAD: i pazienti con OSAS grave (prima scelta è la CPAP), chi ha pochi denti rimanenti non in grado di sostenere il dispositivo, chi ha problemi severi all’articolazione temporo-mandibolare, e chi ha una mobilità dentale insufficiente. La valutazione preventiva del dentista esclude questi casi e anche chi ha gravi problemi parodontali per cui non si può sostenere il posizionamento di un dispositivo

Il MAD si usa tutta la vita?

In genere sì, finché il problema persiste. L’OSAS non guarisce spontaneamente (salvo calo di peso significativo nei pazienti obesi o modifiche anatomiche da trattamento chirurgico). Tuttavia, il MAD va aggiornato ogni 3-5 anni per usura e possibili variazioni anatomiche.

Quanto costa un MAD?

Il costo in Italia varia in genere tra 700 e 1.500 euro a seconda del tipo di dispositivo e del centro. In alcuni casi può essere parzialmente rimborsato dal SSN o da assicurazioni integrative, se inserito in un percorso diagnostico-terapeutico documentato con polisonnografia.

Russamento e OSAS sono la stessa cosa?

No. Il russamento è un sintomo, non una malattia. Si può russare senza avere OSAS, e si può avere OSAS senza russare in modo evidente. L’OSAS richiede la presenza di episodi di apnea confermati strumentalmente. Tuttavia, il russamento forte e cronico è uno dei principali segnali di sospetto.

Posso fare qualcosa in autonomia per ridurre le apnee?

Alcune misure igienico-comportamentali aiutano: dormire sul fianco (la posizione supina peggiora le apnee), evitare alcol e sedativi la sera (rilassano i muscoli delle vie aeree), mantenere un peso corporeo sano. Ma queste misure non sostituiscono la diagnosi e il trattamento professionale, specialmente nelle forme moderate e gravi.

Conclusioni

Le apnee del sonno sono una condizione seria e sottovalutata. Ma se si intercettano in tempo, e sempre più spesso è il dentista a farlo, esiste un percorso terapeutico efficace, confortevole e su misura.

Se russate, vi svegliate stanchi o il vostro partner ha notato pause nella vostra respirazione notturna, una semplice visita odontoiatrica potrebbe essere il primo passo verso un sonno davvero ristoratore.

Fonti scientifiche

Sanz M. et al. – EFP S3 Level Clinical Practice Guideline for the treatment of Stage I-III periodontitis, Journal of Clinical Periodontology, 2020 Linee Guida SIdP per il trattamento della parodontite di stadio I-III – AIDI/ISS, 2022: https://www.aiditalia.it/wp-content/uploads/2022/07/LG-369-SIdP-parodontite.pdf Nuove linee guida EFP per la parodontite in stadio IV: https://professional.sunstargum.com/it-it/notizie-ed-eventi/nuove-linee-guida-efp-per-la-parodontite-in-stadio-iv.html Chirurgia parodontale rigenerativa – indicazioni SIdP/Osteology: https://www.dentaljournal.it/chirurgia-parodontale-rigenerativa-indicazioni-osteology-sidp/ Rigenerazione ossea in parodontologia – ANDI Bologna: https://www.andibologna.it/rigenerazione-ossea-in-parodontologia-materiali-stato-dellarte-e-sviluppi-futuri/ Procedure di rigenerazione tissutale guidata (GTR) – Odontoiatria33: https://www.odontoiatria33.it/parodontologia/18539/procedure-di-rigenerazione-tissutale-guidata-gtr-per-la-risoluzione-di-un-difetto-intraosseo-descrizione-di-un-caso-clinico.html

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