Articolo revisionato dal Dr. Nicola Merli, Direttore Sanitario del Centro Salute Orale. Laureato in Odontoiatria presso l’Università di Bologna, con master universitari in Protesi e Implantoprotesi e Medicina Legale.

Tempo di lettura: 8 minuti

Le tue gengive sanguinano e, allo stesso tempo, l’intestino non ti dà pace? Non è una coincidenza. La ricerca degli ultimi anni ha dimostrato che la parodontite e le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, cioè morbo di Crohn e colite ulcerosa) condividono gli stessi meccanismi di infiammazione e gli stessi batteri, come riportano ANSA Salute e Dental Journal Italia. Se hai una diagnosi di Crohn o colite e noti gengive che sanguinano, a Bologna è il momento di parlarne con il tuo parodontologo, non solo con il gastroenterologo.

In breve

Le malattie infiammatorie intestinali croniche aumentano il rischio di parodontite e viceversa: lesioni orali (afte, gengivite, parodontite) sono osservate nel 10-30% dei pazienti con MICI, per un meccanismo che coinvolge batteri comuni tra bocca e intestino e un’infiammazione sistemica condivisa. Curare le gengive può quindi avere un impatto anche sul controllo della malattia intestinale.

Risposta rapida

D: La parodontite è collegata alle malattie infiammatorie intestinali?

R: Sì. Bocca e intestino condividono batteri (tra cui Porphyromonas gingivalis e Fusobacterium nucleatum) e citochine infiammatorie simili. Lesioni orali, inclusa la parodontite, si osservano nel 10-30% dei pazienti con Crohn o colite ulcerosa.

D: Cosa deve fare chi ha il Crohn e le gengive che sanguinano?

R: Prenotare una visita parodontale con sondaggio completo, informare il dentista della diagnosi e delle terapie in corso, e programmare controlli di mantenimento più frequenti (ogni 3-4 mesi).

Cosa lega davvero intestino e gengive

Illustrazione di un dente e dei villi intestinali collegati da una linea tratteggiata con batteri stilizzati

Bocca e intestino sono le due estremità dello stesso tubo digestivo, e condividono molto più di quanto si pensi: lo stesso tipo di mucosa, una parte della flora batterica e, soprattutto, lo stesso tipo di risposta immunitaria.

Nei pazienti con morbo di Crohn o colite ulcerosa, diversi studi hanno rilevato nella saliva e nei tessuti gengivali livelli elevati delle stesse citochine pro-infiammatorie osservate nell’intestino malato, tra cui IL-6, IL-8, IL-1β, TNF-α e MCP-1, segno che l’infiammazione non resta isolata in un solo organo. Nei pazienti con MICI sono state inoltre riscontrate, sia nel cavo orale che nell’intestino, le stesse specie batteriche potenzialmente patogene, tra cui Porphyromonas gingivalis, Fusobacterium nucleatum e Campylobacter concisus, gli stessi batteri chiave della parodontite, come conferma anche GUM Professional (Sunstar).

Il meccanismo proposto dai ricercatori è quello di un “modello a più tappe”: la disbiosi orale (uno squilibrio della flora batterica della bocca) altera la barriera intestinale e la risposta immunitaria, favorendo la colonizzazione dell’intestino da parte di batteri patogeni e alimentando la cascata inflammatoria tipica delle MICI. In pratica, una bocca cronicamente infiammata può contribuire ad “alimentare” l’infiammazione intestinale, e viceversa un intestino infiammato rende le gengive più vulnerabili, un legame simile a quello già documentato tra parodontite e salute cardiovascolare. Le malattie infiammatorie croniche intestinali sono in aumento: secondo i dati del Global Burden of Disease riportati da Dental Journal Italia, l’incidenza globale è cresciuta del 31% tra il 1990 e il 2017, con circa 6,8 milioni di persone coinvolte nel mondo, soprattutto in Nord America, Europa occidentale e Australia, un dato che rende questo

Segni da non ignorare a Bologna se hai una MICI

Gengive che sanguinano durante lo spazzolamentoGengivite o parodontite inizialeVisita parodontale entro 2-4 settimane
Afte ricorrenti in boccaManifestazione orale tipica delle MICI (10-30% dei pazienti)Segnalarlo sia al dentista che al gastroenterologo
Alito persistente nonostante l’igieneTasche parodontali con batteri anaerobiSondaggio parodontale completo
Gengive che si ritiranoPerdita di supporto osseo in corsoRadiografie e piano di cura personalizzato
Riacutizzazioni intestinali frequenti nonostante la terapiaPossibile contributo dell’infiammazione oraleCoordinamento dentista-gastroenterologo

Esperienza Reale: La Storia di Federica

Federica, 34 anni, impiegata a Bologna, seguiva da tre anni una terapia per il morbo di Crohn con il suo gastroenterologo. Le sue gengive sanguinavano regolarmente, ma pensava fosse “solo stanchezza” legata alla malattia di base. Durante una visita di controllo al Centro Salute Orale abbiamo riscontrato la parodontite, con tasche parodontali di 5-6 mm in più siti (per capire come si misura, vedi il nostro sondaggio parodontale). Dopo un percorso di igiene professionale, levigatura radicolare e un protocollo di mantenimento parodontale ogni 3 mesi (più frequente della media, per il suo profilo di rischio), il sanguinamento gengivale si è ridotto dell’80% in circa 8 settimane. Federica oggi condivide i risultati dei controlli parodontali anche con il suo gastroenterologo, perché, come le abbiamo spiegato, le due infiammazioni si parlano tra loro.

Dati epidemiologici

Confronto tra gengiva sana rosa e gengiva infiammata, arrossata e gonfia.
  • Lesioni orali (incluse gengivite e parodontite) presenti nel 10-30% dei pazienti con malattie infiammatorie intestinali croniche
  • Incidenza globale delle MICI aumentata del 31% tra il 1990 e il 2017
  • Circa 6,8 milioni di persone nel mondo convivono con Crohn o colite ulcerosa
  • La parodontite moderata-severa colpisce il 10-12% della popolazione adulta generale secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una quota che sale sensibilmente nei pazienti con MICI

FAQ: Le 9 domande che tutti fanno

Chi ha il morbo di Crohn ha davvero più probabilità di avere parodontite?

Sì. Le lesioni orali, tra cui la parodontite, sono osservate nel 10-30% dei pazienti con malattie infiammatorie intestinali, una percentuale significativamente più alta rispetto alla popolazione generale.

Curare le gengive migliora anche i sintomi intestinali?

Non sostituisce la terapia gastroenterologica, ma riducendo il carico infiammatorio e batterico complessivo può contribuire al controllo generale della malattia. È un intervento complementare, non alternativo, alla cura del gastroenterologo.

I farmaci per il Crohn (immunosoppressori, biologici) influenzano la cura parodontale?

Sì, alcuni farmaci immunosoppressivi possono modificare la risposta dei tessuti alla terapia e richiedere controlli più frequenti (ogni 3 mesi invece di 6-12). Il dentista deve sempre conoscere la terapia farmacologica in corso.

Le afte in bocca sono sempre legate all’intestino?

No, ma nei pazienti con MICI le afte ricorrenti sono un segno tipico e vanno sempre segnalate, perché possono anticipare o accompagnare una riacutizzazione intestinale.

Quanto tempo richiede la terapia parodontale in un paziente con MICI?

Il protocollo base (igiene professionale + levigatura radicolare) richiede 2-4 sedute di 45-60 minuti, con rivalutazione a 6-8 settimane. Nei pazienti con MICI attiva, i tempi di guarigione dei tessuti gengivali possono essere più lunghi del 20-30% rispetto alla media.

Serve avvisare il dentista di avere una MICI anche se è in remissione?

Sì, sempre. Anche in fase di remissione, il rischio di infiammazione orale resta più alto rispetto alla popolazione generale, e la storia clinica cambia le scelte terapeutiche.

La dieta per il Crohn/colite influenza anche le gengive?

Sì. Diete povere di alcuni nutrienti (vitamina C, vitamina D, zinco) per malassorbimento intestinale possono peggiorare la guarigione gengivale. Va valutata insieme al gastroenterologo o a un nutrizionista.

Un bambino o adolescente con MICI deve fare controlli parodontali più frequenti?

Sì, è consigliato un controllo ogni 4-6 mesi invece dei classici 6-12 mesi, per intercettare precocemente segni di infiammazione gengivale.

Esiste una cura definitiva per questo legame bocca-intestino?

Non esiste una “cura” del legame in sé: si gestiscono le due condizioni in parallelo, con un dentista e un gastroenterologo che comunicano tra loro, monitorando entrambe le infiammazioni nel tempo.

Come gestiamo questi casi a Bologna

Al Centro Salute Orale di Bologna, per i pazienti con malattie infiammatorie intestinali croniche seguiamo un protocollo dedicato:

  1. Anamnesi medica completa, comprese le terapie farmacologiche in corso per il Crohn o la colite
  2. Sondaggio parodontale completo per individuare precocemente tasche e sanguinamento
  3. Igiene professionale e levigatura radicolare con strumenti a basso trauma tissutale
  4. Richiami di mantenimento personalizzati, spesso ogni 3 mesi
  5. Comunicazione diretta, quando il paziente lo desidera, con il gastroenterologo di riferimento
  6. Consigli nutrizionali di supporto alla guarigione gengivale, in coordinamento con eventuali nutrizionisti

Se hai una malattia infiammatoria intestinale cronica e le tue gengive sanguinano, non aspettare che il problema si aggravi.

Il Centro Salute Orale segue pazienti provenienti da tutta l’Emilia-Romagna e dalla vicina Repubblica di San Marino.

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