Articolo revisionato dal Dr. Nicola Merli, Direttore Sanitario del Centro Salute Orale. Laureato in Odontoiatria presso l’Università di Bologna, con master universitari in Protesi e Implantoprotesi e Medicina Legale.
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Indice
Risposta rapida
D: La parodontite è collegata alla malattia renale cronica? R: Sì, le due condizioni sono associate (OR 1,65), senza che questo dimostri un rapporto di causa-effetto. Due trial del 2026 suggeriscono possibili miglioramenti di alcuni indicatori renali a sei mesi dopo terapia parodontale, ma non provano un beneficio duraturo né per chi è in dialisi.
D: Un dializzato può curare la parodontite? R: Sì, con coordinamento con il nefrologo, di norma nei giorni senza dialisi e con accorgimenti su sanguinamento e farmaci.
D: Gli antibiotici sono sempre necessari? R: No, si valutano caso per caso insieme al medico.
In breve
La parodontite e la malattia renale cronica sono associate (OR 1,65); due trial del 2026 mostrano risultati promettenti su alcuni indicatori renali a sei mesi, ma non dimostrano ancora un beneficio duraturo o estendibile alla dialisi. Nei pazienti nefropatici la cura delle gengive va pianificata caso per caso con il nefrologo per trattare la malattia orale.

Esperienza reale
Giuseppe, 63 anni, pensionato di Rimini, fa emodialisi tre volte a settimana da due anni. Da mesi aveva gengive gonfie, alito pesante e due denti che si muovevano. Temeva di non poter essere curato “con la dialisi” e aveva rimandato. Alla visita abbiamo riscontrato una parodontite di stadio III con tasche fino a 7 mm. Abbiamo contattato il suo nefrologo, concordato di programmare le sedute nei giorni senza dialisi (di solito il giorno dopo la seduta), controllato la pressione e l’anamnesi farmacologica e iniziato con la terapia non chirurgica a quadranti, con anestesia locale e attenzione al sanguinamento. In tre mesi il sanguinamento è sceso nettamente e i denti si sono stabilizzati. Oggi segue controlli ogni 3-4 mesi e dice di sentirsi “meno stanco, ma forse è anche il pensiero di non avere più infezioni in bocca”.
Cosa sappiamo davvero sul legame tra gengive e reni
La revisione sistematica di Chambrone et al., pubblicata sul Journal of Clinical Periodontology, ha mostrato un’associazione consistente tra parodontite e malattia renale cronica: nella meta-analisi l’OR era 1,65 (IC 95% 1,35-2,01). Tutti gli studi di intervento inclusi riportavano esiti positivi della terapia parodontale sulla funzione renale (eGFR).
Prove più recenti sono però più prudenti. Una meta-analisi di Zhao et al. del 2019 (Clinical Oral Investigations) ha incluso 109 partecipanti da quattro serie di casi e 97 da un trial randomizzato: la variazione media di eGFR a 3 mesi dopo terapia parodontale non chirurgica non era significativa. Nel 2019 gli autori concludevano che non c’erano ancora prove sufficienti di beneficio sulla funzione renale e che mancavano trial ben disegnati nei pazienti pre-dialisi.
Nei pazienti in stadio terminale (ESRD), una meta-analisi del 2024 di Chen e Li su 8 studi di coorte non ha trovato un’associazione tra parodontite e mortalità per tutte le cause (HR 1,13; IC 95% 0,77-1,65) né cardiovascolare (HR 1,44; IC 95% 0,57-3,60), anche se due studi suggerivano un possibile beneficio del trattamento parodontale. I dati sono limitati e con alta eterogeneità.
Due trial randomizzati del 2026 hanno aggiunto dati incoraggianti. Kouris et al., su 53 pazienti con malattia renale cronica negli stadi II-IV, hanno osservato un miglioramento dell’eGFR a sei mesi; Sun et al., su 200 pazienti, hanno rilevato un miglioramento dell’albuminuria e dell’eGFR allo stesso intervallo. Il follow-up resta breve e il trial di Kouris escludeva i pazienti con malattia renale terminale: questi risultati non possono essere applicati automaticamente a chi fa emodialisi.
Cosa possiamo dire con certezza? Che l’infiammazione cronica della bocca è un carico in più per un organismo già fragile, che le infezioni orali vanno prevenute nei pazienti immunocompromessi o in dialisi, e che curare la parodontite migliora la salute orale a prescindere dall’effetto sui reni. Le linee guida europee EFP S3 sulla parodontite di stadio I-III raccomandano la terapia a step per tutti i pazienti, adattata alle condizioni sistemiche.
Come si adatta la cura al paziente nefropatico
| Giorno della seduta | Pazienti in emodialisi | Di norma giorno senza dialisi, concordato col nefrologo |
| Sanguinamento | Eparina usata in dialisi, piastrine | Emostasi locale, sedute brevi e a quadranti |
| Farmaci | Dosaggi ridotti in caso di insufficienza renale | Scelta e dosaggio di antibiotici/analgesici con il nefrologo |
| Antidolorifici | FANS poco indicati nelle nefropatie | Alternative concordate col medico |
| Pressione e glicemia | Ipertensione e diabete frequenti | Controllo prima della seduta |
| Mantenimento | Rischio di recidiva | Richiami ogni 3-4 mesi |
Molti pazienti nefropatici hanno anche diabete o problemi cardiovascolari: per questo il piano di cura è sempre condiviso con il medico curante. Se ti servono antibiotici, ricorda che non vanno usati in modo indiscriminato: ne parliamo in parodontite e antibiotici.
FAQ — Le 9 domande che tutti fanno
È associata alla malattia renale cronica (OR 1,65 in una revisione sistematica), ma l’associazione non dimostra che una causi l’altra. Probabilmente conta l’infiammazione sistemica comune.
Due trial randomizzati del 2026 su 53 e 200 pazienti hanno osservato miglioramenti di alcuni indicatori renali a sei mesi. Non sappiamo ancora se il beneficio duri nel tempo o valga per chi è in dialisi; curare la parodontite resta utile per la salute orale.
Sì, con coordinamento con il nefrologo. Di solito si programma il giorno senza dialisi per evitare l’effetto dell’eparina e la stanchezza post-seduta.
Non di routine. La profilassi antibiotica si valuta caso per caso con il medico per specifiche indicazioni cliniche; un accesso vascolare per dialisi, da solo, non la rende automaticamente necessaria.
Dipende dalla tua funzione renale: i FANS sono spesso sconsigliati nelle nefropatie. Chiedi sempre al nefrologo e al dentista, non assumere farmaci da solo.
Sì, ed è anzi importante: i farmaci immunosoppressori aumentano il rischio di infezioni e, alcuni, di ingrossamento gengivale. Il percorso va condiviso col centro trapianti.
Di norma ogni 3-4 mesi nei pazienti con parodontite trattata, più spesso se ci sono fattori di rischio sistemici.
Circa 9 milioni di adulti (15,7%) hanno una forma grave di parodontite, secondo i dati presentati dalla SIdP nel 2026, in linea con la descrizione della malattia su Gengive.org.
Il sanguinamento gengivale non è un test per i reni, ma è sempre un segnale da valutare. Se hai malattia renale o diabete, fai controllare le gengive almeno una volta l’anno.
Dati epidemiologici e statistiche italiane

- In Italia circa 9 milioni di adulti (15,7%) soffrono di parodontite severa (SIdP, 2026); nel mondo i casi di parodontite severa sono circa 1,1 miliardi (12,4% con prevalenza standardizzata per età), secondo il Global Burden of Disease 2023.
- Tra pazienti con malattia renale cronica la parodontite risulta più frequente rispetto ai controlli (OR 1,65 nelle revisioni sistematiche).
- Il numero di pazienti nefropatici, anziani e con più patologie croniche cresce con l’invecchiamento della popolazione, e con esso la richiesta di cure odontoiatriche personalizzate.
Come lavoriamo a Rimini
- Anamnesi completa: stadio della malattia renale, tipo di dialisi, farmaci, allergie
- Contatto con il nefrologo per i casi a rischio
- Sondaggio parodontale e diagnosi
- Terapia non chirurgica a quadranti, sedute brevi, anestesia locale
- Mantenimento parodontale frequente e istruzioni di igiene dedicate
Chi vive a Bologna può rivolgersi alla nostra sede di via Emilia Ponente, con lo stesso protocollo.
Fonti citate
- Chambrone L. et al. — Periodontitis and chronic kidney disease: a systematic review of the association and the effect of periodontal treatment on eGFR, J Clin Periodontol 2013: doi.org/10.1111/jcpe.12067 — PubMed 23432795
- Zhao D. et al. — Effect of non-surgical periodontal therapy on renal function in CKD patients with periodontitis, Clin Oral Investig 2019: doi.org/10.1007/s00784-019-03066-w — PubMed 31713745
- Chen H., Li J. — Periodontitis and its treatment on mortality of end-stage renal disease, Med Oral Patol Oral Cir Bucal 2024: doi.org/10.4317/medoral.26307 — PubMed 38150604
- Sanz M. et al. — EFP S3 level clinical practice guideline, J Clin Periodontol 2020: doi.org/10.1111/jcpe.13290 — Linee guida SIdP
- Kouris S.K. et al. — The Effect of Periodontal Therapy on Renal Function and Diabetes Control in Patients With CKD: a randomised controlled clinical trial, J Clin Periodontol 2026 (online dic. 2025): doi.org/10.1111/jcpe.70059 — PubMed 41431215
- Sun R.M. et al. — Effects of initial periodontal therapy on renal prognosis in patients with CKD and periodontitis, Zhonghua Kou Qiang Yi Xue Za Zhi 2026: doi.org/10.3760/cma.j.cn112144-20251210-00502 — PubMed 41913608
- SIdP — La parodontite, Gengive.org: gengive.org
- GBD 2023 Oral Disorders Collaborators — Global Burden of Disease 2023, parodontite severa: PMC13501145
- LaPresse — Emergenza parodontite: i numeri (dati SIdP, GBD 2023): lapresse.it
- American Dental Association — Antibiotic Prophylaxis Prior to Dental Procedures: ada.org
- Centro Salute Orale — Articoli correlati: Parodontite Rimini, Fasi della parodontite, Cura personalizzata della parodontite
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