Articolo revisionato dal Dr. Nicola Merli, Direttore Sanitario del Centro Salute Orale. Laureato in Odontoiatria presso l’Università di Bologna, con master universitari in Protesi e Implantoprotesi e Medicina Legale.
Tempo di lettura: 9 minuti
Indice
- In breve
- Risposta rapida
- Cos’è l’articolazione temporomandibolare e perché può infiammarsi
- Quanto è diffuso il disordine temporo mandibolare
- I sintomi da riconoscere
- Le cause più frequenti
- Come si tratta: l’approccio conservativo prima di tutto
- Esperienza di una paziente a Rimini
- FAQ – Le domande più frequenti sui disordini temporo mandibolari (DTM)
- Conclusione
- Prenota la tua visita
Se senti clic, scatti o dolore alla mascella al mattino, NON è “solo stanchezza” o “un fastidio passeggero”.
È spesso il segnale di una disfunzione temporomandibolare, un disturbo dell’articolazione tra mandibola e cranio.
La buona notizia? Nella maggior parte dei casi si tratta con approcci conservativi.
Al Centro Salute Orale di Rimini sempre più pazienti arrivano lamentando un dolore sordo all’articolazione, difficoltà ad aprire bene la bocca o un fastidioso rumore quando masticano. Spesso hanno già consultato altri specialisti senza una risposta chiara, perché il problema non è nei denti, ma nell’articolazione temporomandibolare (ATM).
In breve
Per Disordini Temporo Mandibolari (DTM) s’intende un insieme di condizioni cliniche ad eziopatogenesi multifattoriale che coinvolgono il sistema stomatognatico, in particolare i muscoli masticatori, l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e le strutture ad essa associate, o entrambi, definizione ripresa dai Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders (DC/TMD) di Schiffman et al., lo standard diagnostico internazionale di riferimento.
Nella maggior parte delle situazioni si risolve con trattamenti conservativi e reversibili, automassaggi, gestione dello stress, fisioterapia, laser, bite, senza necessità di interventi chirurgici.
Risposta rapida
Cosa sono i disordini temporo mandibolari e come si curano? Per Disordini Temporo Mandibolari (DTM) s’intende un insieme di condizioni cliniche ad eziopatogenesi multifattoriale che coinvolgono il sistema stomatognatico, in particolare i muscoli masticatori, l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e le strutture ad essa associate, o entrambi, secondo la classificazione DC/TMD di Schiffman et al., lo standard diagnostico internazionale. Colpisce il 3-7% della popolazione mondiale almeno una volta nella vita (5-10% secondo il NIDCR), con una prevalenza dell’80% nel sesso femminile e un picco di insorgenza dopo la pubertà. Le cause più frequenti sono bruxismo, serramento notturno, stress e problemi occlusali. Il trattamento di prima scelta, secondo le linee guida internazionali (incluso il National Institute of Dental and Craniofacial Research statunitense), deve essere conservativo e reversibile. Tra i metodi possiamo citare fisioterapia, gestione dello stress, bite occlusale personalizzato, laser e, quando serve, farmaci antinfiammatori. La chirurgia è riservata a una minoranza di casi che non risponde ai trattamenti conservativi.
Cos’è l’articolazione temporomandibolare e perché può infiammarsi
L’articolazione temporomandibolare (ATM) è quella che collega la tua mandibola al cranio, davanti a ciascun orecchio: è il punto che ti permette di parlare, masticare e sorridere ogni giorno. È una delle articolazioni più utilizzate del corpo: entra in gioco ogni volta che parliamo, mastichiamo, sbadigliamo o deglutiamo.
Quando questa articolazione o i muscoli accessori si infiammano o si sovraccaricano, si parla di disordini temporo mandibolari (DTM), un termine che racchiude diversi disturbi con sintomi simili ma cause anche molto diverse tra loro.
Quanto è diffuso il disordine temporo mandibolare
I dati epidemiologici sono più chiari di quanto si pensi. Secondo il National Institute of Dental and Craniofacial Research statunitense e le principali fonti cliniche italiane (Studio Delos; Manuale MSD):
- il 3-7% della popolazione mondiale ne risulta colpito almeno una volta nella vita (il NIDCR riporta una stima di riferimento tra il 5% e il 10% della popolazione statunitense);
- il dolore compare più frequentemente dopo la pubertà;
- circa l’80% dei casi riguarda soggetti di sesso femminile, probabilmente per una combinazione di fattori ormonali, muscolari e di soglia del dolore, il NIDCR conferma che i disordini temporo mandibolari sono due volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini;
- è una delle cause più comuni di dolore cronico oro-facciale non odontogeno, cioè non causato da un problema ai denti.
I sintomi da riconoscere
- affaticamento o dolore durante la masticazione;
- dolore all’articolazione, sia a riposo sia durante il movimento;
- rumori articolari (click, scrosci) all’apertura o chiusura della bocca;
- limitazione o rigidità nell’apertura della bocca, a volte con blocco improvviso;
- dolore sordo al viso, tensione muscolare e mal di testa, spesso confuso con emicrania;
- dolore riferito a orecchio o collo, che porta talvolta a consultare prima l’otorino.
Le cause più frequenti
Stress
In condizioni di tensione psicofisica si tende a contrarre involontariamente i muscoli del viso e della mandibola. Non è un caso che i periodi di maggiore stress coincidano spesso con una riacutizzazione dei sintomi.
Bruxismo e serramento

Il bruxismo, cioè digrignare o serrare i denti (spesso di notte e in modo inconsapevole), è la causa più comune di sovraccarico dell’ATM secondo Oral-B Italia. La ripetizione di questo gesto per anni può logorare sia i denti sia l’articolazione.
Postura e abitudini viziate
Una postura scorretta a livello cervicale può riflettersi sull’equilibrio dell’ATM. Anche abitudini come mangiarsi le unghie, masticare solo da un lato o tenere il telefono tra spalla e mento contribuiscono nel tempo.
Traumi e problemi occlusali
Un trauma diretto alla mandibola o un’occlusione dentale non equilibrata possono alterare il corretto funzionamento dell’articolazione.
Come si tratta: l’approccio conservativo prima di tutto
Un principio condiviso a livello internazionale, sostenuto anche dal National Institute of Dental and Craniofacial Research statunitense e dai criteri DC/TMD di Schiffman et al., è che il trattamento della DTM dovrebbe essere, quando possibile, conservativo e reversibile, cioè non deve provocare cambiamenti permanenti alla mandibola o ai denti.
| Livello di intervento | Cosa comprende | Quando si usa |
| Auto-cura | Dieta morbida, calore/ghiaccio locale, riduzione dei movimenti estremi della mandibola | Fase iniziale, sintomi lievi |
| Bite occlusale personalizzato | Dispositivo su misura da indossare di notte per ridurre il sovraccarico articolare | Prima scelta nella maggior parte dei casi |
| Fisioterapia mio-funzionale | Esercizi mirati per i muscoli masticatori e cervicali | Spesso in associazione al bite |
| Gestione dello stress | Tecniche di rilassamento, in alcuni casi supporto psicologico | Quando lo stress è un fattore scatenante evidente |
| Farmaci | Antinfiammatori o miorilassanti nelle fasi acute | Solo per periodi limitati |
| Chirurgia | Intervento sull’articolazione | Riservata a una minoranza di casi non responsivi |
Il ricorso ai bite occlusali personalizzati come prima linea di trattamento trova conferma anche in Medicitalia, e in Dental Journal, secondo cui i dispositivi interocclusali sono efficaci nel ridurre la pressione intra-articolare.

Esperienza di una paziente a Rimini
Elena, 34 anni, si è rivolta al Centro Salute Orale di Rimini per un dolore alla mandibola che si presentava soprattutto al risveglio. Aveva già fatto una risonanza alla cervicale senza trovare una spiegazione.
Durante la visita gnatologica abbiamo rilevato un sovraccarico dell’articolazione temporomandibolare destra e forte contrazione dei muscoli masticatori bilateralmente. Le abbiamo in primo luogo insegnato una serie di counselling comportamentale, unito da automassaggi (semplici esercizi di rilassamento muscolare da fare la sera) e integrazione. Dopo vari controlli e un miglioramento della sensazione algica abbiamo deciso insieme alla paziente di effettuare un dispositivo bite per proteggere i denti dal serramento notturno.
“Avevo girato tre specialisti prima di capire che il problema partiva dai denti che stringevo di notte”, ci ha raccontato Elena in occasione del controllo a sei mesi.
FAQ – Le domande più frequenti sui disordini temporo mandibolari (DTM)
Nella maggior parte dei casi non è pericoloso, ma è invalidante se non trattato: può causare dolore cronico, mal di testa e difficoltà a masticare. Va sempre valutato da uno specialista.
Colpisce il 3-7% della popolazione mondiale almeno una volta nella vita, il NIDCR statunitense riporta una stima del 5-10%, con una netta prevalenza nel sesso femminile (circa l’80% dei casi).
È un fattore predisponente ma anche scatenante e perpetuante la condizione, secondo Oral-B Italia, ma non l’unica causa. Anche stress, abitudini viziate, traumi e problemi occlusali possono contribuire, spesso in combinazione tra loro.
Sì, ma non è l’unico metodo terapeutico, come confermano Medicitalia e Dental Journal.
No. La chirurgia è riservata a una piccola minoranza di casi che non rispondono ai trattamenti conservativi. La linea guida internazionale (NIDCR) privilegia sempre gli approcci reversibili come primo passo.
Sì. In condizioni di tensione psicofisica si contraggono involontariamente i muscoli masticatori, sovraccaricando l’articolazione anche in assenza di altri fattori.
Il dentista gnatologo, cioè lo specialista in occlusione e articolazione temporomandibolare, spesso in collaborazione con fisioterapisti specializzati in area cranio-cervico-mandibolare.
Al Centro Salute Orale di Rimini è possibile prenotare una visita gnatologica completa.
Conclusione

Il dolore in zona articolare non va accettato come un fastidio “con cui convivere”. Nella maggior parte dei casi i DTM rispondono bene a trattamenti semplici, reversibili e ben tollerati, a patto di individuarne correttamente la causa.
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